Le nostre degustazioni (nov 2017)

Da qualche anno avevamo in cantina un vino della terra della Rioja vendemmia 2008 acquistato in uno dei miei viaggi in Spagna e finalmente abbiamo deciso di stapparlo: si tratta di uve tempranillo al 100% che subisce una lunga macerazione e un periodo “de crianza”, come dicono gli spagnoli, di 26 mesi in barrique.

Sorvoliamo ora i Pirenei per raggiungere una delle zone vitivinicole più vocate al mondo, quella di Bordeaux. Il secondo vino che vi presentiamo nasce infatti a Saint-Émilion: costituito da uve merlot (80%) e cabernet franc raccolte a mano dopo la vinificazione viene affinato per quasi un anno e mezzo in barrique e messo in commercio un anno più tardi.

Rioja Grand Reserva 2008 Montecillo

Rioja Grand Reserva 2008 Montecillo

Il campione si presenta dalla veste rubino granata di buona lucentezza, la massa risulta compatta con archetti in seconda battuta che denotano un’importante struttura.

Occorre farlo un po’ ossigenare mediante ausilio di decanter perché appena aperto il vino presenta sentori di riduzione.

Dopo una buona mezz’ora si apre un naso di grande complessità e finezza con un susseguirsi di note che partono dal floreale e al frutto di bosco maturo, alla prugna matura per proseguire con sentori più legati all’evoluzione quali la confettura sotto spirito, la carruba, la liquirizia, il cacao, un naso che regala eleganza ed invita all’assaggio.

In bocca è potente come ci si aspettava, ma le componenti sono in perfetto equilibrio grazie ad una buona acidità e ad un tannino ormai ben integrato con il tempo, il tutto sorretto da una sapidità decisa.

La persistenza non è così lunga come ci si sarebbe aspettato ma regala aromi di retrobocca in perfetta armonia con quanto espresso dal calice.

Un grande vino, confermiamo anche dopo 7 anni in cantina un punteggio che supera i 90 punti.

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Château des Laurets Puisseguin Saint-Émilion 2011

Château des Laurets Puisseguin Saint-Émilion 2011

Un bel rosso rubino vivace tendente al granato, la massa si presenta compatta, con archetti in seconda battuta come il suo vicino spagnolo.

Al naso pur essendo di media intensità è fine e invitante con una complessità che via via prende forma passando dai frutti rossi già maturi e, attraverso note erbacee, raggiunge sfumature di tabacco e cenere.

In bocca è moderatamente caldo, di buona morbidezza e avvolgenza con una freschezza ed una trama tannica che sorreggono una media persistenza. Il finale si fa apprezzare per una coerenza gusto olfattiva impreziosita da un ritorno di note fumé e di ciliegia matura.

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