Le origini e la storia

Bricco del Cucù, un nome che deriva dall’uccello migratore che durante la stagione calda migra in Europa e nella frazione di Bricco di Bastia di Mondovì si apposta tra le fronde della quercia secolare non distante dalla cantina di questa azienda alla quale abbiamo fatto visita.

Il cuculo o cucù

Il cuculo o cucù

Chiara ci riceve con grande ospitalità ed inizia a raccontare la storia della sua azienda, nata con il nonno Giuseppe Sciolla che già faceva vino vendendolo in damigiana – come facevano tutti a quei tempi da queste parti – ma viveva anche grazie all’allevamento, oltre che ad altre coltivazioni, in particolare quella delle nocciole. Fu nel ’90 che il papà Dario decide di puntare seriamente sul vino, frequenta svariati corsi e, dopo aver ottenuto l’iscrizione all’Albo degli Imbottigliatori, attrezza la cantina ed inizia a produrre le prime bottiglie. Ma è all’inizio degli anni 2000 che si ha una importante ristrutturazione sia dal punto di vista edile che di quello tecnologico.

Oggi Bricco del Cucù è una cantina moderna che produce circa 50.000 bottiglie all’anno e guarda anche al futuro avendo rilevato recentemente un’altra azienda grazie alla quale produrrà vino biologico.

Oggi Dario porta avanti l’azienda di famiglia svolgendo tutti i lavori necessari in vigna e in cantina, aiutato dalle sue due figlie: in particolare Irene cura l’accoglienza e la degustazione con gli ospiti stranieri e lavora in vigna e in cantina al suo fianco, mentre Chiara segue la parte contabile, amministrativa e di marketing dell’azienda, ma si dimostra anche un’ottima padrona di casa presentandoci con cura le 6 bottiglie che produce Bricco del Cucù.

L’arte nelle etichette

Osservando le etichette di alcune bottiglie e guardandosi intorno nella sala che ci ospita non possiamo che rimanere incuriositi. Chiara allora ci rivela che sono state ispirate dagli affreschi della cappella di San Fiorenzo, gioiello dell’arte gotica risalente al XV secolo che sorge nei pressi di Bastia Mondovì; proprio uno di questi affreschi raffigura la cavalcata dei vizi, che unisce e lega i sette peccati capitali: la Superbia, l’Avarizia, la Lussuria, l’Ira, la Gola, l’Invidia e l’Accidia.

La cavalcata dei vizi

La cavalcata dei vizi

I vini di Bricco del Cucù

Il Livor, nome latino dell’Invidia, il solo bianco prodotto dall’azienda che è un blend di uve arneis e sauvignon. Da queste parti infatti l’arneis non esprime profumi gradevoli come per esempio nel Roero, ragione per la quale si è provato a realizzare questo vino affiancandolo al sauvignon.

Il Laghe DOC Dolcetto è il classico vino da tavola dalla “pronta beva”, mentre il Dogliani DOCG deriva da uve di prima scelta e fa una maturazione più lunga sulle bucce per estrarre maggior sostanza colorante e tannini, che grazie ai terreni calcarei della zona acquisiscono una bella vigoria e soprattutto garantiscono vini dalla discreta longevità per il vitigno.

Il Superboum, (vincitore dei 2 bicchieri Gambero Rosso nella versione 2009) nome latino della Superbia, ha un’altra etichetta intrigante e nasce come blend di uve dolcetto e merlot, un esperimento realizzato dapprima con l’altro vino, il Diavolisanti, il cui 40% di merlot subisce un affinamento di 18 mesi in barrique regalando complessità e persistenza. Ne deriva un grande vino dal curioso nome di fantasia che chiaramente richiama ancora la cavalcata dei vizi che notoriamente si svolge all’inferno: i diavoli in questo vino sono rappresenti dal merlot, vitigno atipico per la zona, ma capovolgendo la bottiglia mentre si mesce il vino si hanno i santi, che simboleggiano il dolcetto, l’uva di riferimento qui.

Infine il vero orgoglio della famiglia Sciolla, il Dogliani DOCG Superiore San Bernardo, un vino prodotto in sole 5000 bottiglie all’anno dalla  vigna più vecchia che giova di un’ottima altitudine, circa 500 metri, nonché di una eccellente esposizione a sud-ovest. 100% dolcetto affina 18 mesi in botte grandi e altri 18 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio. In degustazione colpisce la sua buona eleganza e la struttura data da un tannino decisamente marcato ma ben integrato. Ottimo l’abbinamento con formaggi leggermente stagionati, come abbiamo fatto noi durante la nostra piacevolissima visita.

Le nostre proposte per voi

Questi i 4 vini che su tutti ci hanno impressionato e che vogliamo proporvi. Cliccando qui puoi scoprire altre curiosità sulla cantina Bricco del Cucù ed acquistare tutti i vini.